Per Giove! Questo è un vero imbroglio!

Ada, storia e retroscena di una leggenda del bartending

Ada Coleman

“Coley, sono stanco, preparami qualcosa di saporito e che mi dia un po’ di carica!”. Questa iconica frase è passata alla storia come la scintilla che portò alla creazione di un ben noto cocktail. Ma facciamo un passo indietro…

Inghilterra, 1875, una famiglia di umili origini da i natali a Ada Coleman. Poche notizie certe della sua provenienza, ciò che si sa di certo è che il padre era uno steward al Rupert D’Oyly Carte golf club’s, e che morì quando la donna aveva solamente 24 anni. Ritrovatasi in difficoltà, lo stesso D’Oyly le offrì un posto di lavoro prima in un negozio di fiori e poi nel bar del Claridge Hotel.Rupert D’Oyly era un giovane rampollo, che all’età di 27 anni prese il posto del padre alla guida del Savoy Group, un importante gruppo imprenditoriale che comprendeva, tra i tanti, il già citato Claridge e il ben più noto Savoy Hotel.Ed è in questo periodo che Coley, così erano soliti chiamarla i suoi clienti più affezionati, muove i suoi primi passi nel mondo del bartending; è lei stessa a ricordare che il primo cocktail che le fu insegnato fu un Manatthan, dal signor Fish, all’epoca sommelier del locale. C’è da dire che Ada fu un’eccezione per la sua epoca, visto che in quel periodo a 24 anni era già al limite dell’età per gli standard lavorativi femminili, poiché esisteva una legge che impediva a pub e bar di assumere ragazze oltre i 25 anni. Ma non bastò questo per fermarla; infatti, grazie al suo carattere esuberante e piacevole, al suo essere alla mano e alla capacità di farsi amare dai suoi clienti, Ada, nel 1903, passò al Savoy con il ruolo di Head Bartender. Anche se molti credono che fu la prima e unica Barlady di un importante bar come il Savoy, in realtà già dal 1902 il locale ebbe un’altra grandissima donna a capo, una certa Ruth Burgess, meglio conosciuta come “Miss B”, ma questa è un’altra storia. Tornando a Ada, la sua frizzante personalità e smisurata gentilezza la fece entrare subito nelle grazie di personaggi illustri del calibro di Charles Chaplin, Mark Twain, e addirittura il principe di Galles. Questa fantastica donna affiancò al suo lavoro una passione smisurata per il mondo del teatro, portandola a conoscere molti tra gli attori più affermati del periodo, che oltre ad essere suoi clienti, venivano spesso ospitati in feste estremamente curate che Ada teneva mensilmente nella sua casa. Queste situazioni la resero persona molto conosciuta, tanto che il London’s Daily Graphic scrisse: “che chiunque si rechi al suo bancone non può far altro che innamorarsi di lei”; in più la sua fama e la sua natura festaiola la rese custode di parecchi gossip e pettegolezzi sui vari personaggi dello spettacolo che mai si sognò di raccontare ad un qualsiasi tabloid. Ed è proprio per uno di questi attori famosi, suo grande amico, sir Charles Hawtrey, che creò uno dei cocktail più iconici della storia della mixologia. Una sera, stanco dopo una lunga giornata lavorativa, sir Charles si sedette al suo solito posto e chiese: “Coley, sono stanchissimo, fammi qualcosa che mi dia un po’ di carica”. Accettata la sfida, Ada sperimentò varie ricette, trascorrendo ore per trovare la giusta combinazione per il suo amico, finchè non gli fece assaggiare il risultato finale. Dopo averlo bevuto, l’attore esclamò: “By Jove! This is the real Hanky-Panky!” (Per Giove, questo è un vero Hanky Panky!), dove Hanky Panky stava per “Imbroglio” oppure “Effusione Sessuale”, esclamazione data probabilmente dalla carica alcolica che il cocktail ti dava solo dopo averlo finito. E così quello fu il nome che venne “affibbiato” a quel cocktail, entrato di diritto nella storia. Storia che lo ha portato fino ai giorni nostri, grazie anche al “Savoy Cocktail Book” Di Craddock, che sostituì Ada come Head Bartender quando lei si ritirò, anche se tra i due non scorreva buon sangue, forse perchè all’americano dava fastidio essere comandato da una donna. Nel dicembre del 1925, dopo un periodo di ristrutturazione dell’hotel, la Coleman decise di ritirarsi dal Savoy, forse per l’età che avanzava o forse per i rapporti non idilliaci con Harry; alcuni dicono che abbia continuato a lavorare nel negozio di fiori dell’hotel, tuttavia, nel 2016, l’archivista del Savoy Susan Scott afferma di non aver trovato prove di questo. Probabilmente Coleman ha lavorato per un periodo di tempo, part-time, gestendo il personale del guardaroba delle signore presso l’hotel Berkeley.

Propongo qui una ricetta meno nota dell’iconico Hanky Panky, che ormai tutti conoscono a memoria, ma che comunque merita una menzione:

Eddie Brown Cocktail

1 ¾ oz Gin
¾ oz Lillet Blanc
2 Dash Apricot Brandy
Tecnica: Shake & Strain
Bicchiere: Coppetta o Nora Glass

Scritto da Salvatore Tizzano

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